La mia passione per l’attività fisica non è nata in un’aula universitaria, ma in un momento di difficoltà personale.
Giocavo a rugby quando, a seguito di un infortunio, mi fu diagnosticata un’ernia discale in zona L5-S1, con compressione del nervo sciatico. Mi ritrovai improvvisamente a fare i conti con zoppia, dolore costante e limitazioni importanti, al punto da dover indossare un busto lombare e seguire terapie conservative, riposo e infiltrazioni. I medici mi dissero che non avrei più potuto sollevare carichi pesanti, né aumentare di peso. Avevo appena 18 anni e pesavo 70 kg.
Fu un momento duro, ma anche un punto di svolta.
Dopo quasi un anno, quando i sintomi iniziarono a ridursi, mi avvicinai al mondo del fitness. E lì si aprì un mondo: scoprii che il movimento ha un potenziale straordinario, non solo estetico o sportivo, ma soprattutto terapeutico. Con pazienza, dedizione e costanza, non solo mi liberai dal dolore, ma raggiunsi obiettivi fisici che sembravano irraggiungibili. Oggi riesco a sollevare 150 kg di squat – un traguardo importante, considerando che l’ernia è ancora lì, ma del tutto sotto controllo.
Questa esperienza mi ha spinto a iscrivermi a Scienze Motorie e ad abbracciare una visione dell’attività fisica come vera e propria medicina. Per questo oggi accompagno chi si affida a me in un percorso di consapevolezza e miglioramento, perché nessun infortunio o limite deve definire chi siamo. Ogni ostacolo può diventare l’inizio di una nuova forza.
